lunedì 13 ottobre 2008


Il ritrovo è al primo Autogrill dopo la barriera di Melegnano alle 14:00. E' un pò che non si esce in moto. Appena passato casello infilo una marcia dietro l'altra... tocco i 190! Mah, andar forte sul dritto non mi dice niente... Caffè con i compagni di gita e si parte. Fino a Piacenza è un pò noiso, tutta dritta, si và piano. Uscita Piacenza sud e subito il curvone a sinistra per andare verso Bobbio, la prima piega seria! Poi ancora statale, sempre dritta, poco traffico. Per non addormentarmi sulla moto inizio a scaldare le gomme (manco fosse un warm up da moto GP). Destra, sinistra, destra, sinstra... Uff, sembra che non finisca mai sta strada! E poi la strada si fà un pò più stretta, e iniziano le prime curve... alè! Alla prima arrivo ovviamente troppo forte e annoiato dal rettilineo, la sbaglio... peccato! Mi rimetto in traiettoia, una tiratina per passare delle macchine che fanno da tappo e, ok, questa è mia: un bel curvone veloce a sinistra con la moto che scende in piega progressivamente e costante, apro e dentro una marcia sul dritto. Dai, va bene.. si inizia ad andare... Son tutte curve veloci, abbastanza larghe, riprendo bene confidenza col suzukino che trotterella allegro, in seconda, la terza quando capita sul dritto. Non ho zavorra, la moto è leggera di suo, e me la muovo a piacere tra le gambe. Ogni curva faccio prove: ora mi sporgo un pò di più, ora sto in linea con la moto e scendo più in piega. Non sono un Pilota, ma dopo ormai anni di moto, e tanti km di curve, mi godo in tranquillità una strada che quando affrontavo con poca esperienza (e con un pesante GPZ!) e era più lo stress che il divertimento. Si arriva Bobbio, uno sguardo coi compagni di viaggio, tutt'ok, si procede ma stavolta ci infiliamo giù per la val d' Aveto. Non l'avevo mai fatta. Uno spettacolo: una curva dietro l' altra, in discesca ma non troppo pendente, non troppo veloce, praticamente senza traffico. Mani salde sul manubrio e sbatto giù il suzukino in ogni curva, una dietro l'altra, destra, sinistra, destra, ancora destra, sinistra... e la moto si comporta bene, le gomme son nuove tengono di brutto, e ancora via una curva via l'altra pif, paf, pif, paf... Ci dobbiamo fermare un momento, uno sguardo alla cartina e ci infiliamo su per una stradina che ci riporta sull' altra valle. Questa strada è già tanto se è asfaltata! Meglio così, si "passeggia" piano e si ammira il panorama autunnale. E in pochi minuti si sbuca sulla Val Trebbia e si sale verso la via di casa. Il ritmo è più tranquillo fino a quando non vengo sverniciato dal tipico sciuro su una GS con tanto di borsoni alla tetesca! Ma quanto và qella moto?!? Colpito nell' orgoglio lo rincorro, lo raggiungo e lo seguo: se ce la fà lui, penso, ci riesco anch'io!!! E giù ancora una curva dopo l'altra, stavolta in salita, copiando in sicurezza le traiettorie del rassicarante BMW che mi precede. Alle pendici del Penice lo lascio andare (diciamo così) e facciamo una pausa: sono già le sei, il sole inizia a scendere e fà freschino. Avremmo duvuto tirar dritto fino casa ma la tentazione è troppo forte: si fà il passo! Scopro con piacere che la strada è stata asfaltata da poco, ormai sono in piena confidenza con la moto e inizio a salire bello allegro... questa strada è decisamente uno spettacolo! E' veloce, non c'è nessuno, il motore fisso sopra i settemila giri e via, una staccata, una curva, una tiratina sul dritto e ancora una staccata, curva , rettililneo poi in fondo una curva che già vedo che mi piace... questa non freno! Chiudo il gas e mando giù una marcia secca... la ruota si blocca e la moto va via un pò di culo... un brivido... per me la derapata rimane comunque un' incognita! Ma poi la controllo e giù un' altra piega spettacolare. Bè, non ci sono parole... Dopo il passo ci avviamo finalemte verso casa. Ormai è buio, superiamo la coda di auto sulla statale e fà freddo. Cala la tensione e inizio a sentire i postumi... le mani tremano un pò, i polsi non sopportano più il peso del corpo e il collo fà male. Non c'è allenamento che tenga, la moto è una cosa a sè ... e anche questo è sport!

giovedì 21 agosto 2008

L' alimentazione dello sportivo...




Da qualche giorno mi godo le ferie a Feriolo, ridente località del lago Maggiore.

La mia giornata oggi è iniziata verso le 11:00 quando mi son trascinato fuori casa fino al bar di mio cugino: 3 briosches (cioccolato, marmellata e crema) e due caffè.

Tale colazione mi ha tappato fino alle tre del pomeriggio quando avverto un languorino che smorzo con maionese e pomodorini. Ingolfato al punto giusto, ci stanno ancora un pò di biscotti poi smetto.

Verso le cinque una banana, mezz' ora dopo faccio un pò di "pesistica domestica".

Appena inizia a far fresco sono fuori a correre.
Anche oggi un'oretta.

Al rientro, dopo lo stretching, mi sbuccio una mela.
Non soddisfatto mi finisco il barattolo di maionese con i grissini.

Doccia, cazzeggio su facebook e cena: insalata e tomini alla griglia. Poi finisco anche il sacchetto dei biscotti... (gocciole: le migliori!)

Più tardi raggiungo degli amici... si prevede un' indefinita quantita di birra & co.

Vero, forse non è l'alimentazione ideale ma io dico: mi ritrovo un fisichino notevole (modesto è?) e mi sparo un' oretta di corsa al giorno: mangio (e bevo!) come mi pare, no?!?!

Anche questo è il bello di allenarsi ;-)


mercoledì 13 agosto 2008

L' acqua calda ;-)


Non credo che ci dicono niente di nuovo, ma riporto comunque una conferma scientifica:

ANSA 2008-08-12 18:25:

CORRERE ALLUNGA LA VITA E RAFFORZA SALUTE

WASHINGTON - Correre metodicamente più volte a settimana allunga la vita e rafforza la salute anche in età avanzata: a provarlo a suon di dati è un nuovo studio Usa condotto su un gruppo di 285 joggers ultracinquantenni.

Seguiti per vent'anni e confrontando i dati sulla salute dei 'corridori' con quelli di un altro gruppo di volontari della stessa età, educazione, ed estrazione sociale, i ricercatori della Stanford university hanno raggiunto conclusioni chiare. Nonostante entrambi i gruppi esaminati fossero generalmente in buona salute all'inizio dell'indagine ed anche chi non correva seguisse qualche forma di esercizio fisico, i 'runners' hanno evidenziato benefici netti: la mortalità, nei vent' anni considerati, è risultata pari al 15% tra chi faceva jogging, contro un tasso di decessi del 34% tra gli altri volontari.

"Non c'è nulla di magico nel correre - ha sottolineato comunque James Frier, uno degli autori del rapporto pubblicato su 'Archives of internal medicine' - ogni tipo di esercizio vigoroso produrrebbe gli stessi risultati".

I joggers correvano in media 200 minuti a settimana.










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domenica 20 luglio 2008

Allenamento salva tendini ...


Qualche anno fà, partecipavo a gare di serie A di ginnastica artistica.
Chi non conosce molto questo sport pensa sia esclusivaemte uno sport individuale ma in realtà le gare di squadra hanno una notevole importanza. Come tutti i "giochi di squadra" ci sono le note dinamiche di chi fà cosa e come ci si divede tra le diverse specialità. Per me era relativamente semplice: facevo presenza come gloriosa riserva. Gli altri compagni dovevano dividersi tra le sei specialità: due ginnasti per ogni attrezzo. Uno degli esercizi più ostici da portatre in gara erano sicuramente gli anelli.
Tutti noi abbiamo in mente gli esercizi di questa spettacolare disciplina resa celebre dal buon Jury Chechi, ma la leggerezza con cui Chechi svolgeva i suoi esercizi nasconde la difficoltà e le capacità che richiede un tale esercizio. Gli annelli richiedono una notevole forza fisica e comportano delle forti sollecitazioni alle articolazioni delle spalle della schiena e relativi muscoli, tendini etc.
Come squadra eravamo fortunati: Ale, era fortissimo. Il problema era che, dopo anni di attività, Ale era piuttosto acciaccato e ormai si infortunava facilmente. Agli anelli era il migliore di tutti noi, ma se "tirava" un esercizio dall' inizio alla fine rischiava di non potersi più muovere per qualche giorno. Aevava quindi una strategia di allenamento per la gara che aveva dell' incredibile: non si allenava!
E' vero, sapendo che dopo una gran volta, un voltabraccia, una kippe rischiava di farsi male e quindi stare fermo, quando saliva sugli anelli in allenamento accennava appena i movimenti e faceva qualche oscillazione semplice.
Il giorno stesso della gara, lo osservavo nei minuti di riscaldamento, e la cosa si ripeteva: due oscillazioni e giù. Gli allenatori ormai lo conoscevano, lo guardavono e chiedevano: "Allora tutto a posto?". E lui: "Si, ci sono! ".
E veniva il suo turno: magnesia, saluto al giudice, impugnatura degli anelli, sguardo fisso e via: un' esecuzione pressochè perfetta di tutti gli elementi che compongono l'esercizio, dal primo all' ultimo, precisi, puliti sia quelli di slancio sia le posizioni statiche, salto d'uscita, e stop.
Saluto al giudice e poi le solite smorfie di dolore... x un pò non si sarebbe più allenato.
Inutile dire che non è il modo più ecologico per allenarsi, ma come faceva a portare un' esercizio in gara senza provarlo? Che tipo di allenamento c'era invace dietro a un risultato del genere? Dopo un' esperienza ventennale, una conoscenza tale del suo corpo, la ripetizione in passato dei movimenti centinaia di volte gli permettava di ricrearea livello mentale quell'esercizio: era programmato per quell'esercizio.
Quanto è importante l' allenamento mentale? Che tipo di risultato ci può portare una corretta visualizzazione o ripetizione mentale? Se è vero, com' è vero, che la nostra mente non distinugue una realtà vividamente immaginata da quella vissuta, quanto ore possiamo allenarci in più oltre a quelle in palestra?
Qual' è l'immagine che ho di me se mi penso dopo aver corso un'ora? Io che striscio fino a casa o io stanco ma ancora in grado di andare avanti ? Se mi "vedo" in palestra a sollevare pesi mi vedo soccombere per la fatica o vedo i singoli muscoli che si definiscono e si ingrossano? e come mi fà stare?
Non è sempre così facile. A volte di più ;-) ! ...e aiuta un casino... !!!

lunedì 30 giugno 2008

Ah, che dolòr 2 !!!



Ecco... giusto perchè mi ero appena cimentato sul tema sono costretto a tornare sui miei passi.

Non voglio continuare a parlare di DOLORE a lungo ma devo assolutamente condividere questo rimedio ancora più naturale, efficace, rapido e magico dell' Arnica.

Qual' è questo rimedio prodigioso?!?! L' IPNOSI !!!

Ebbene si, dopo le prime naturali perplessità e scetticismi , dovuti esclusivamente a una pressochè totale ignoranza in materia, ho finalmente toccato con mano e quindi credo!

E non è un modo di dire: ho provato la disarmante esperienza di avere una mano quasi completamente addormentata come se fosse sotto l' effetto di un anestetico. Dopo una breve induzione ipnotca infatti, ho perso forza e sensibilità nella mano destra al punto che non ero più in grado di afferrare una bottiglietta d' acqua mezza vuota... e ho braccia e mani forti !

Il processo è semplice, veloce e estremamente efficace (domani testo x i postumi dal dentista ;-).

Chiudo l' argomanto dolore ma tornerò con altre applicazioni in ambito sportivo !
















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sabato 28 giugno 2008

Corsa, Trance e Pensieri in Libertà


Il corso oggi è stato denso, parcheggio la moto, salgo in casa: che casino, dovrei sistemare...NO!
Frugo tra le cose, trovo l'Mp3, scarpe, pantalocini e sono fuori. Due sms per far sapere che sono vivo, due passi e arrivo al parco.
C'è una bella luce.
Di lato il cimitero... che pace. Cosa c'è di più tranquillo dei morti? mi tocco, un pò di superstizione, e inizio a correre.
Il sole all' orizzonte, oggi non fà caldo, c'è aria, le gambe vanno. Alzo lo sguardo, sotto gli uffici del centro direzionale, il mio primo lavoro... quanti ricordi. Chissà come stanno gli ex colleghi. Non mi interessa, corro!
Abbasso lo sguardo, i prati, è tutto verde... verde speranza? Speranza de chè? Certezze! sul futuro? Non mi interessa... corro!
Comode queste scarpe, dovevo comprarne due paia.
L'area cani, due cani sdraiati, stanchi, si guardano. Il padrone di uno studia la padrona dell'altro... carina lei, ma forse poi non così tanto. Il bello dell' estate è che le ragazze si scoprono. Chissà com'è l' università in questo periodo, ci son sempre tante srtaniere... fai il serio, c'hai quasi trent' anni! Certo che Gloria è un gran pezzo di Donna... peccato per la sorella... anche se...
Ah, la caviglia... fà male. Ma quello strz doveva proprio investirmi con la macchina? cos'è? già stanco? Guardo l'ora: 10min, no: è troppo poco.
Una voce, da dentro all' improvviso. " Non è questa mano, non è questa mano che ti ipnotizza ma questa!". "E vai giù!"...giù dove che sto correndo?! Rido!
E invece è proprio giù che vado, lì dove l' inconscio trova tutte le risorse... che succede... le gambe si fan leggere, si muovono, vanno! Vai! figo!
Ok, adesso si ri-parte. Più giù, piu giù... e il fiato è spezzato.
Il Chiringuito, dei ragazzi fanno il sound-check, stasera c'è musica dal vivo. Avranno 16 anni, sembro io a 16 anni. Ma quanto tempo fà era?
Un' altro corridore, tennis-pantaloncini-canotta e i-pod; incrocioamo lo sguardo. Solo io posso capire cosa gli passa nella mente, solo lui può capire cosa passa nella mia... no, probabilmente no.
Tutto questo è corsa, movimento, Gioia e Amore che vibrano in tutto il corpo, che si incidono indelebilmente sulla pelle.
Una coppia con un passeggino, cuuuuciolo! Ma quanto può essere piccolo un bambino? E io quando? non è neanche il momento di pensarci - scuse - . C'hai quasi trent'anni...
Un cane, il padrone lo segue lento, bella vita che fàte voi!
Ancora, di più, passo dopo passo, come un treno a vapore, ogni falcata uno sbuffo, ogni falcata uno sbuffo.
Sputo - che schifo - quella sigaretta ieri non centrava niente, ti sta bene! E ancora...
Quanti giri saranno, non lo so, guardo l'ora: 50 minuti.
STOP!
E dentro è tutto silenzio, il Cuore fà la capriole, è felice, le gambe camminano lente ma costanti (parenti?), il corpo si fà leggero.
Il cortile di casa, stretching: gambe, caviglie, braccia... bei tricipiti!
Su in casa, via maglietta e scarpe, una penna e un pezzo di carta. Il sudore scende lungo la schiena e la mano vomita un' Esprienza di Trance come millioni che si ripetono ogni volta infilate delle scarpe da corsa.
E giù, sempre più giù, tutto è Potere, Possibilità, Emozione e PACE.



















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giovedì 5 giugno 2008

Ah, che dolòr !




Assorto nella tra me e me tra una serie e l'alra ascoltavo una conversazione tra due persone in palestra. Si parlava di dolori, dolorini, acciacchi... Ebbene si, anche gli sportivi soffrono! ;-).

E' naturale che facendo attività fisica il nostro corpo venga sollecitato per il sovraccarico muscolare, errori o piccoli incidenti, e a volte ci si fà male. Fà parte del gioco...
C'è una cosa che però mi ha sempre lasciato perplesso: come si reagisce al dolore.

Fateci caso...: "ah, mi fa male qua..." "Prenditi un aulin/un'antinfiammatorio/o quello che è!".

Giusto: mi faccio male e per farmi passare il dolore prendo un antidolorifico.

Ma è propio la migliore soluzione?

Non sto dicendo che dobbiamo essere tutti dei masochisti , tenerci il dolore ed esserne pure contenti... ;-). Però a volte c'è forse troppa leggerezza nell'(ab)uso delle magiche pasticchine antidolorifiche.
Nel trascorso da agonista gli infortuni erano all'ordine del giorno e mi ricordo di come ci scaricavamo addosso sulla parte dolorante una bomboletta intera di ghiaccio spry prima di andare in gara. E ovviamente non era una soluzione ma un modo per arrivare alla fine. Per una "terapia" di lungo termine le già note pasticche o pomate erano sempre presenti!

Mi chiedo però, avete mai per caso letto le istruzioni e le controindicazioni allegate a questi medicinali? Com'è che alcuni paesi hanno vietato la commercializzazioni di questi farmaci?
Ma allora dobbiamo tenerci il dolore? Ovviamente no.

Mai provato l'arnica? l'arnacheee?!? L' A R N I C A !

L'arnica è stata definita come "la panacea dei caduti" per i suoi effetti negli infortuni in genere, nelle distorsioni e nelle botte solenni. L'arnica è un fiore, una grande margherita giallo-arancione che fiorisce sui prati umidi di montagna. Da questi fiore si ricavano rimedi omeopatici in varie forme.

Personalmente ne ho sperimantatogli effetti in un paio di occasioni: la prima quando ho subito un intervento di riduzione del menisco. Ho prima dovuto litigare con l'infermiere xchè mi togliesse dalla vene l'antidolorifico che mi inniettavano preventivamente nel caso in cui avessi potuto sentire dolore. Nei giorni successivi placavo l'indolenzimento con l'Arnica. La seconda volta, ben più dolorosa, fu quando un automobilsta decise di passarmi sopra con la macchina. L'Arnica è stata un valido supporto durante il perido di convalescenza e riabilitazione da distorsioni, fratture e cuciture dovute all'incidente (vabbè, non ero gravissimo ma faceva male comunque ;-) .
Sinceramente non credo che l'Arnica abbia lo stesso innegabile potentissimo effetto del farmaco vero e propio, ma comunque il dolore si attenua !!! e il fegato ringrazia...!!!

(si, si... c'è anche chi dice che non fà assolutamente niente...)




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